Entra in scena con il suo smoking nero vistosamente tempestato di paillettes e vivace cravatta rossa, occhiali anni Settanta, si piazza davanti al microfono con la spavalderia di chi sa come dominare il pubblico, saluta senza smancerie e canta. La voce è roca, profonda, abusata da cumuli di sigarette, alcol, cocaina.
"Adoro il travestimento e la trasfigurazione, fanno parte del mio mestiere. E poi secondo me dietro all'atteggiamento gradasso si nasconde una profonda fragilità, qualcosa di femminile" È Tony Pagoda, il cantante napoletano melodico, protagonista del libro di Paolo Sorrentino Hanno tutti ragione, uscito con Feltrinelli nel 2010, un personaggio che riprende quello interpretato da Toni Servillo nel film Un uomo in più. La sorpresa è che a portarlo sul palco è Iaia Forte, quasi irriconoscibile al maschile, in abiti "che ricordano quelli usti all'epoca da cantanti come Franco Califano o Fred Bongusto, e i capelli rossi ossigenati alla Silvan, per usare le parole con cui li descrive Sorrentino", dice l'attrice napoletana. Che, dopo una serie di serate estive in diverse città italiane, con Hanno tutti ragione è arrivata a Milano (lo spettacolo è in scena al Teatro i fino al 7 ottobre). Per l'occasione "ho trovato un'alternativa al costume, uno smoking bianco di raso, la camicia sempre rossa, cravatta bianca di strass", dice. È stato durante una lettura dal libro di Sorrentino nel corso del premio Fiesole che, dice Iaia Forte, "mi sono resa conto della forza emotiva di Tony Pagoda e dello stile linguistico che lo caratterizza, particolare, bellissimo.

Così è nata l'idea di farne uno spettacolo. Ho scelto i primi due capitoli, sono le pagine dedicate a New York, il 'sogno americano' di Tony, che, in camerino, vive l'eccitazione del concerto più importante della sua vita, al Radio City Music Hall, alla presenza di Frank Sinatra, il suo idolo. Poi gira per la città, raccatta tre prostitute, le porta in albergo e passa la notte con loro fino all'alba".

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